Perché le Ville Romane avevano i cortili interni?
L’architettura sostenibile è spesso considerata una necessità moderna, una risposta alle crescenti preoccupazioni ambientali del nostro tempo.
Eppure, mentre il settore edilizio cerca costantemente ispirazioni per ridurre l’impatto ambientale degli edifici, alcune soluzioni efficaci sono state sviluppate in epoche insospettabili.
Il cortile interno, elemento caratteristico delle “Domus” romane, rappresenta uno dei primi esempi di architettura bioclimatica nella storia.
Questo spazio era infatti un sofisticato sistema di gestione ambientale, che integrava molteplici funzioni:
Ventilazione naturale
Il cortile fungeva da regolatore termico naturale, facilitando la circolazione dell’aria.
Nelle calde giornate estive, l’aria fresca veniva incanalata attraverso gli ambienti della casa, mantenendo una temperatura confortevole.
Gestione efficiente delle risorse idriche
Al centro del cortile, l’impluvium – una vasca poco profonda – raccoglieva l’acqua piovana, dimostrando una sorprendente consapevolezza dell’importanza della gestione sostenibile delle risorse idriche.
Quest’acqua veniva poi riutilizzata per vari scopi domestici, anticipando i moderni sistemi di raccolta dell’acqua piovana.
Illuminazione
La configurazione del cortile permetteva di illuminare naturalmente gli ambienti interni senza necessità di numerose aperture verso l’esterno, garantendo privacy e sicurezza.
Rilevanza sociale
Nelle Domus patrizie, il cortile interno diventava un elemento di prestigio sociale: accoglieva gli ospiti e rappresentava lo status del proprietario.
Dal passato al futuro
In uno dei nostri prossimi progetti residenziali stiamo integrando il concetto del cortile interno romano, adattandolo alle esigenze contemporanee.
Come architetti moderni vogliamo infatti combinare la saggezza antica con le tecnologie contemporanee, per creare edifici che rispettino sia l’ambiente che le persone che li abitano.
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